sabato 18 maggio 2013

FORMICOLA: IV FESTA DELLA CILIEGIA



La Pro Loco Il Caprario, con il patrocinio del Comune di Formicola, dell’Unpli Caserta e dell’Associazione Nazionale Città della Ciliegia, organizza la IV FESTA DELLA CILIEGIA. L’appuntamento è fissato per l’8, 9, 14, 15 e 16 giugno 2013. Il programma prevede animazione di diverso genere, dalle 20.30 alle 24.00, oltre ovviamente alla distribuzione di cibi e bevande…il tutto allestito nel centro storico.


mercoledì 15 maggio 2013

DNA DEL COLPEVOLE



Permette di sapere se una persona era presente o no sulla scena del crimine, di scagionare persone accusate di reati, di identificare le vittime di catastrofi naturali o verificare l’identità di persone scomparse. È il Dna: l’impronta genetica che rende unico ciascuno di noi e la cui analisi facilita anche il lavoro degli investigatori permettendo di risalire in modo inequivocabile al “proprietario” della traccia biologica prelevata sulla scena del crimine. Il test del Dna permette anche di escludere con certezza, così come è successo anche in alcuni recenti casi di cronaca, la presenza di una persona, ad esempio in casi di violenza sessuale. L’impronta biologica è infatti unica per ogni persona (tranne per i gemelli omozigoti) e la sua analisi permette – con un dato scientifico assolutamente inconfutabile – di dire se quel liquido o quella cellula appartiene o no a una determinata persona. Le difficoltà nascono in special modo quando si analizzano situazioni di violenze sessuali o omicidi in cui i liquidi biologici possono essere mischiati. In poche parole sulla scena del delitto c’è sempre una traccia: se è unica, può essere facilmente confrontata con quella dell’imputato o del sospettato; se invece è mista la certezza del risultato c’è, ma è più difficile da interpretare e da spiegare a una giuria nel corso del dibattimento.
Nel caso, ad esempio, di una violenza sessuale di gruppo, viene estratto una campione di liquido seminale dove sono presenti più fluidi biologici; i vari punti del Dna analizzati forniscono una sequenza di numeri da comparare con quella dei sospettati. Se nelle 2 sequenze poste a confronto c’è anche un solo numero diverso (che compare in una, ma non nell’altra) vuol dire che non è quella la persona che stavamo cercando. In base a standard internazionali sono 16/17 i punti del Dna analizzati per un sequenza totale di 32/34 numeri (2 valori per ogni punto). Spiega ancora il biologo Biondo: «Per noi ogni punto analizzato permette di lasciare nella lista dei sospettati solo il 10 per cento del totale. Questo vuol dire che quando si hanno 10 punt punti analizzati quel Dna può corrispondere solo a 1 persona su 10 miliardi». Quando è possibile invece analizzare solo 6 punti del Dna il risultato non è utile all’identificazione: può esserci solo la compatibilità.
MOZZICONI DI SIGARETTA, SALIVA E SANGUE
Gli esami del Dna si possono effettuare su campioni di sangue, saliva, liquido seminale, ossa, denti, frammenti di pelle o di altri tessuti. Un mozzicone di sigaretta lasciato sul luogo del delitto contiene abbastanza saliva da permettere l’esame. Ed è proprio grazie alle analisi del Dna, effettuate sui tanti mozziconi di sigaretta trovati sul monte che sovrasta l’autostrada A/29 Trapani-Palermo, che sono stati incastrati gli esecutori della strage di Capaci. Le prove riconducevano a Mario Santo Di Matteo e Gioacchino La Barbera come artificieri del commando mafioso che  il 23 maggio del 1992  fece esplodere un’enorme carica di tritolo che uccise il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e 3 agenti della scorta.
Numerosi sono i progressi fatti in questo campo nel corso degli anni e le moderne tecnologie, sempre più sensibili, permettono oggi ai biologi esperti della polizia scientifica, e non solo, di svolgere l’analisi anche su microtracce di liquido biologico dove altri test forse fallirebbero. Una microtraccia lasciata su un minuscolo pezzo di scotch ha permesso di confutare, ad esempio, la testimonianza di Angelo Izzo nel caso del duplice omicidio di Maria Carmela Maiorano e della figlia quattordicenne Valentina. Le donne furono uccise, legate con un nastro adesivo e poi sotterrate in una villetta nei pressi di Ferrazzano, in provincia di Campobasso, il 28 aprile 2005. Nella sala da pranzo, dove secondo gli investigatori era stata uccisa la giovane ragazza, Izzo diceva di non esserci mai entrato. Gli inquirenti non erano riusciti a trovare, in quel luogo, impronte o altri reperti utili per fornire prove da usare durante il processo. Furono trovati solamente alcuni piccoli pezzettini di nastro adesivo che probabilmente l’assassino aveva staccato con la bocca e che gli erano rimasti appiccicati al labbro. Il Dna estrapolato da quei microframmenti di scotch corrispondeva a quello di Angelo Izzo e dimostrava che l’imputato in quella stanza, a differenza di quanto affermava, ci era entrato. Se quei pezzetti di scotch non fossero stati repertati, magari oggi confutare quella versione sarebbe stata impossibile.
Sempre nel 2005 un altro caso di omicidio fu risolto a Firenze grazie a delle piccolissime tracce di sangue trovate sui vestiti dell’assassino. Si tratta dell’omicidio di Emanuela Biagiotti trovata morta, accoltellata, all’interno del supermercato dove lavorava. Dopo varie indagini i sospetti caddero su un collega della vittima: Leonardo Tovoli. Nonostante l’uomo avesse lavato gli abiti che indossava, gli investigatori riuscirono a trovare tra le fibre del tessuto dei pantaloni una piccola traccia di sangue: l’analisi del Dna dimostrò che si trattava proprio del sangue della vittima.
UN CAPELLO PER L’OMICIDIO D’ANTONA
Ma anche la radice di un solo capello può rivelare con esattezza il proprietario della traccia biologica. Ed è proprio grazie ad un capello che le indagini sull’omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona arrivarono ad una svolta: sul luogo del delitto c’era anche la brigatista Laura Proietti. In via Salaria, la mattina dell’omicidio, era parcheggiato un furgone bianco sul cui sedile gli uomini della Scientifica hanno trovato un capello; l’analisi del Dna chiarì subito che apparteneva ad una donna. Pochi giorni più tardi quel risultato fu confrontato con il Dna della Proietti estratto dalla saliva recuperata da un mozzicone di sigaretta: erano gli stessi.
CROMOSOMA Y E LEGAMI PARENTALI
Le ultime tecnologie permettono anche di fare analisi specifiche sui Dna per capire se esiste una relazione parentale di origine materna o paterna. Questa possibilità è stata utilizzata nel caso dell’omicidio di Giuseppina Potenza, trovata morta sulla spiaggia di Manfredonia nel 2004. In quell’occasione è stata utile la professionalità del medico legale della Polizia di Stato che ha preso un campione sulla superficie esterna della vittima che è servito a individuare il Dna dell’ultima persona che aveva avuto un rapporto con la donna prima che morisse. I sospettati erano tanti e per ridurre il campo è stata fatta un’analisi sul cromosoma Y di questo Dna estratto per vedere se c’era un legame parentale con la vittima. Il cromosoma Y viene, infatti, trasmesso di padre in figlio in tutta la progenie maschile. In questo caso il cromosoma Y corrispondeva a quello del padre di Giuseppina, ma il Dna non era il suo. Rimanevano “in gioco” una decina di persone tra fratelli del padre, figli dei fratelli e cugini. Il Dna trovato corrispondeva a quello di un cugino da parte del padre. Tutto questo è ovviamente sempre possibile solo se i reperti e le cellule biologiche sono integre. Il Dna si regge infatti su un’architettura formata da una struttura centrale proteica la cui stabilità è fondamentale per mantenerne le caratteristiche. Ma le alte temperature o i batteri possono intaccarlo, cambiarne la struttura e spezzarlo. Se i punti di rottura del Dna sono quelli che servono per le analisi non si ottiene alcun risultato. Se invece le parti che servono per il test sono integre e conservate in modo corretto, è possibile grazie alle moderne tecnologie ottenere buoni risultati anche su campioni di 20 anni fa. Per questo motivo nei laboratori della Scientifica della Polizia di Stato i campioni di Dna, estratti e analizzati, vengono conservati in frigoriferi a temperature che stanno all’incirca a 25 gradi sotto zero.
IDENTIFICARE LE VITTIME DI DISASTRI NATURALI
C’è un gruppo di missione composto da esperti della Polizia Scientifica, il Disastervictimidentification (Dvi), che lavora in casi di catastrofi naturali per l’identificazione delle vittime senza nome. Dopo lo tsunami che ha colpito la Thailandia (dove il gruppo è riuscito a identificare ben 40 italiani) e l’attentato terroristico a Sharm ElSheik, il Dvi ha applicato le sue sofisticate tecniche anche a L’Aquila dopo il terremoto. Per dare un’identità ai corpi spesso martoriati dalla macerie si procede con la ricerca di segni di riconoscimento, con il prelievo, quando possibile, di impronte digitali o dentarie o con il prelievo di materiale biologico per estrarre il profilo genetico della vittima.
Ricerca effettuata sul sito www.poliziadistato.it

Staff Progetto Art. 9

martedì 14 maggio 2013

DISAGIO GIOVANILE: DROGA E ALCOOL



I giovani negli ultimi anni costituiscono la maggior parte delle vittime del sabato sera, della droga e dell’alcool.
La causa di questa grande piaga, che affligge le nuove generazioni, è da ricercare nella solitudine, nelle difficoltà a superare momenti difficili della vita, nella paura del futuro. Una perdita di speranza e di fiducia che induce gli adolescenti a giocare con la propria vita.
Forse siamo deboli o magari soltanto stupidi a trasformare un bisogno, anche abbastanza normale, di divertirsi, di staccare un pò la spina, di cambiare aria, in un pretesto per farci del male.
Le iniziative per combattere i problemi giovanili come la droga e l’alcolismo, non sono state poche: anticipare la chiusura delle discoteche, cercare in qualche modo di limitare il consumo di alcolici soprattutto tra i minorenni. Queste normative, purtroppo, non hanno prodotto grandi risultati, forse perché non è così che si combattono le cause per cui i giovani compiono determinate azioni, ma si cerca solo di contenere il problema.  
La soluzione sta nel guardare le nuove generazioni con un occhio diverso; nel vedere in esse la possibilità di costruire un futuro migliore del presente, dando loro i mezzi per concretizzare i loro sogni e le loro aspirazioni o, più semplicemente, vedendo in loro una risorsa.
Gli adolescenti soffrono di solitudine e di depressione e forse sono coloro che maggiormente avvertono il peso delle proprie emozioni. E’ questo che li induce a voler trovare una via di evasione ai problemi, almeno per qualche ora.
Le sbronze del sabato sera, le dosi di cocaina, gli spinelli, i balli sfrenati non rispecchiano la volontà di farla finita, ma piuttosto il desiderio di trovare una risposta ai propri problemi, anche se queste non sono certamente quelle giuste.
Auspichiamo per il futuro una maggiore educazione alla riflessione, anche se non sono molti quelli che hanno la volontà di ascoltarci.

Staff Progetto Art. 9

lunedì 13 maggio 2013

COLLEGIO DEI DOCENTI


E’ convocato per le ore 15.00 del 14 maggio 2013 presso i locali dell’ITI, in via G. Caso a Piedimonte Matese, il Collegio dei Docenti dell’ISISS Piedimonte Matese.

IL FUMO UCCIDE



Nonostante nell'antichità si fumassero tante essenze, il fumo è tradizionalmente legato al consumo di tabacco.

Il tabacco 
Con questo nome si indicano varie specie di piante erbacee appartenenti al generevNicotiana. Di provenienza centroamericana, fu introdotto in Europa intorno al 1560 e si diffuse nelle regioni a clima temperato fino ad essere coltivato industrialmente. Fu la spedizione di Colombo che, sbarcando a Cuba, scoprì indigeni che fumavano rotoli di cohiva (nella lingua locale i rotoli erano detti tobaccos). Presso i Maya il fumo era parte integrante del culto del dio Sole, mentre gli Aztechi usavano il tabacco come dote che il pretendente doveva versare in base alla bellezza della sposa. I missionari spagnoli e portoghesi diffusero il tabacco in tutto il mondo, chiamandolo erba santa e attribuendogli presunte proprietà medicamentose.
La pianta arriva fino a 2 m di altezza con fusto eretto e peloso. Le foglie allungate o ellissoidali contengono nicotina e composti aromatici. Da esse si ricava il tabacco da fumo o da masticare (Nicotiana tabacum) e quello da fiuto (Nicotiana rustica) attraverso un processo che comporta l'essiccamento, la fermentazione e la stagionatura delle foglie. Il principale alcaloide contenuto nelle foglie del tabacco è la nicotina (dal nome dell'ambasciatore francese a Lisbona Jean Nicot che nel 1560 introdusse in Francia il tabacco) che ha effetti neurotropi sul sistema nervoso centrale e sul sistema nervoso neurovegetativo, con effetti ipertensivi, di accelerazione della frequenza cardiaca e di incremento della secrezione acida dello stomaco. In agricoltura è usato come pesticida. I fiori del tabacco sono bianchi, rosati, rossi e verdastri e hanno corolla tubulosa. I frutti a capsula forniscono molti semi marroni dai quali si ottiene un olio semiessiccativo. I principali produttori di tabacco sono Cina, Stati Uniti d'America, India, Brasile, Russia, Turchia.


Un po' di cifre 

In Italia fuma il 25% circa della popolazione (14 milioni); attualmente le donne fumatrici sono in aumento mentre si verifica una diminuzione fra i fumatori. La diminuzione più sensibile si registra al Nord-Ovest. Nel mondo sono più di un miliardo e 200 milioni (il 33% della popolazione oltre i quindici anni). La fascia d'età ove la percentuale è più alta è quella fra i 25 e i 44 anni. Con l'accresciuta sensibilità alla cura della propria salute, il fumo è diventato anche un fatto culturale; un rapporto ISTAT (2001) indica come nelle famiglie con bambini in età prescolare, se almeno un genitore è laureato, nel 61,7% dei casi nessuno fuma, con il diploma la percentuale scende al 58,6%, con la licenza media al 45% e con la licenza elementare al 25,4%. Il fumo di sigaretta è causa di molteplici patologie che colpiscono diversi organi del nostro corpo.
Due dati per meditare:


1) Una sigaretta si brucia 30 mg di vitamina C, metà della RDA giornaliera.
2) In una stanza una sigaretta fa arrivare il livello di polveri sottili a 2000 microgrammi per metro cubo quando per fermare il traffico ne bastano 75.

La salute 
Il fumo aumenta il rischio di ictus cerebrale, aumenta le rughe del viso cui fa assumere una colorazione giallastra, aumenta la frequenza cardiaca e il rischio d'infarto, favorisce il deposito di grassi sulle pareti delle arterie, restringe i vasi sanguigni, riducendo la temperatura delle parti periferiche del corpo, aumenta dell'80% il rischio del tumore alla cervice uterina. Il danno più grave del fumo è comunque a livello polmonare: enfisema e cancro del polmone sono patologie strettamente connesse al fumo di sigaretta.  Si calcola che nei primi decenni del XXI sec. in Asia e in Africa si assisterà a una vera e propria epidemia di cancro al polmone, a causa dell'incremento del vizio del fumo (anche di quattro volte in dieci anni) presso popolazioni in cui l'informazione medica non è sufficientemente presente.
  
Fumo passivo 

Si deve tener conto anche dei danni provocati dal cosiddetto fumo passivo (aspirazione di fumo da parte di non fumatori) che in Italia provoca 10.000 morti all'anno. In Italia si calcola che le persone che subiscono il fumo passivo sono circa quindici milioni e che un 25% ha meno di quattordici anni. I bambini sono esposti al fumo passivo soprattutto in casa da parte dei genitori; oltre al danno diretto esiste anche un danno a lungo termine: solo il 15% circa dei bambini con genitori che non fumano diventerà un fumatore, mentre la percentuale sale oltre il 35% quando entrambi i genitori fumano.

Perché smettere  
La prima ragione per smettere è molto semplice: per vivere più a lungo. Ci sono molte statistiche che danno la vita persa per ogni sigaretta fumata. Riteniamo che non siano abbastanza coinvolgenti perché nessuno si mette a calcolare quanti anni di vita in media si perdano. Penso che sia più semplice dire che:
un fumatore perde in media un numero di anni pari alla metà del numero di sigarette fumate al giorno.
I benefici per chi smette di fumare si manifestano già dopo una settimana, ma diventano veramente sensibili dopo qualche anno, a volte ristabilendo una situazione perfettamente normale. Concludere che si deve smettere di fumare per la propria salute è un'affermazione che molti fumatori incalliti rigettano dicendo (in parte anche giustamente) che ognuno è libero di decidere la propria sorte (e la propria morte!!!).

Partendo dal fatto che ci sarà pure un motivo per cui la percentuale di fumatori è tanto più alta dove c'è meno cultura, la motivazione si basa su alcune considerazioni difficilmente contestabili:


Se ci si definisce fumatori "incalliti" tanto vale definirsi tossicodipendenti e un tossicodipendente che non fa nulla per uscire dalla sua situazione che valori può avere? È singolare che anche persone nobilissime dal punto di vista morale fumino: se non ho rispetto del mio corpo e di me stesso, come posso predicare il rispetto per gli altri, come posso avere una morale quando per una sigaretta sarei pronto a venire a patti con la mia coscienza?


Se ci si definisce fumatori "occasionali", si sarà convinti che "si può smettere quando si vuole" ecc. Il danno fisico per questi soggetti è limitato, per alcuni è addirittura assente; per altri invece è presente e concorre ad aggravare altre patologie. Ma se non si riesce a correggere i piccoli difetti come si può pretendere di correggere i grandi?

Alla fine conviene affermare che: NON FUMARE È INTELLIGENTE, MA LO È ANCORA DI PIÙ SMETTERE”.

Staff Progetto Art. 9


L'OMOFOBIA



L'omofobia (comp. di omo e fobia) è la paura e l'avversione ossessiva e irrazionale nei confronti dell'omosessualità e degli omosessuali, basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo.
Il 17 maggio del 2005 è stata ideata da Louis Georges Tin la prima giornata contro l'omofobia; essa è stata istituita dall'Unione europea nel 2007 per promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare tale fenomeno e per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all'orientamento sessuale.
Perché il 17 maggio? Perché in questo giorno, nel 1990, l'omosessualità fu rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ancora oggi, l'omosessualità viene punita in molti Paesi quali l'Arabia Saudita, la Nigeria, il Sudan, l'Iran, mentre in altri, quali la Spagna, la Svezia, l'Olanda e la Francia, si tutelano i diritti delle coppie gay.
Nel 2012, l'allora ministro dell'Istruzione Profumo, con una circolare, ha invitato le scuole a festeggiare la giornata dell'omofobia; essa è un fatto frequente (molti atti di “bullismo”, infatti, sono rivolti contro studenti omosessuali), di cui, tuttavia, si parla poco.

Staff Progetto Art. 9

venerdì 3 maggio 2013

CONVOCAZIONE CONSIGLI DI CLASSE



Il giorno 7 MAGGIO 2013 alle ore 14.30 è convocato, presso la sede associata dell’Istituto Tecnico Agrario di Formicola, il Consiglio di Classe della V sezione D per la stesura del DOCUMENTO DEL 15 MAGGIO.