lunedì 15 aprile 2013

CASAVECCHIA, UN'ECCELLENZA DELLE NOSTRE TERRE


Il vino rosso Casavecchia di Pontelatone in pochi anni si è affermato nel panorama enologico nazionale quale prodotto di alta qualità; la denominazione di origine controllata è riservata solo ai vini prodotti in alcuni comuni del casertano (tra cui Castel di Sasso, Formicola, Liberi e Pontelatone), situati tra la media valle del Volturno e le falde del Monte Maggiore, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti.
Secondo una leggenda, agli inizi del Novecento, un contadino, Prisco Scirocco di Pontelatone, ritrovò un vecchissimo ceppo, secondo alcuni studi di ben tre secoli prima, di circa un metro di diametro, sopravvissuto alla filossera e alla peste oidica. Molti agricoltori della zona chiesero i rami 'e chella casa vecchia (di quella casa vecchia, da cui il nome Casavecchia) per reimpiantare i propri vigneti. Probabilmente è la stessa uva di un vino famoso decantato da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, il Trebulanum, il vino dei soldati prodotto a Trebula Baliniensis, l'attuale Treglia di Pontelatone.
Il vitigno Casavecchia è molto vigoroso ma di scarsa produttività (resa: 60 q/ha); il grappolo è piuttosto grande e allungato; l'allevamento va dalla spalliera fino all'alberello e l'uva viene raccolta nella prima decade di ottobre. La vinificazione richiede fermentazione a temperatura controllata in acciaio; il vino matura dodici mesi in botti di rovere, la stagionatura continua in bottiglia. Ha un intenso colore rubino e una gradazione alcolica di 13,5 %.
Il vino a denominazione di origine controllata Casavecchia di Pontelatone viene sottoposto a un periodo minimo di invecchiamento obbligatorio di due anni di cui almeno uno in legno; per la tipologia riserva, l'invecchiamento deve essere di non meno di tre anni di cui almeno 18 mesi in legno.
A tavola, si abbina a primi piatti con ragù di carne, salumi, salsicce, carni rosse alla griglia, capretto e agnello al forno, carne di bufala e formaggi stagionati.
BUON APPETITO!!!

Emanuele Munno, V D

mercoledì 10 aprile 2013

CONSIGLI DI CLASSE



Sono convocati, nella sede associata dell’Istituto Tecnico Agrario di Formicola, i Consigli di Classe della sezione D secondo il seguente calendario:

MARTEDI 23 APRILE 2013

1^ D dalle ore 14.30 alle ore 15.30
2^ D dalle ore 15.30 alle ore 16.30
3^ D dalle ore 16.30 alle ore 17.30
4^ D dalle ore 17.30 alle ore 18.30
5^ D dalle ore 18.30 alle ore 19.30

INCONTRO SCUOLA FAMIGLIA


I genitori degli alunni dell’ITAS di Formicola sono invitati LUNEDI 22 APRILE 2013, dalle ore 15.00 alle ore 18.00 a conferire con i docenti, presso la sede dell’ITAS di Formicola, per aggiornarsi sull’andamento didattico-disciplinare.

mercoledì 3 aprile 2013

MELINA - CON RABBIA E CON SAPERE



“MELINA – CON RABBIA E CON SAPERE” è un film interamente girato nei luoghi della provincia di Reggio Calabria. Racconta l'instancabile coraggio di Melina un'adolescente che sogna di diventare una scrittrice di successo, malgrado le difficoltà di vivere in una realtà provinciale ed arretrata. Gran parte del cast del film è stato reclutato dal regista tra ben 12 mila studenti delle scuole superiori calabresi. E’ il caso, ad esempio, della protagonista Melina, interpretata da Giovanna Cacciola, ma anche di Giuseppe, interpretato da Davide Bruno, e di Ciccio, impersonato da Giando Gattuso. Nel cast spicca la prestigiosa presenza, del tutto eccezionale, del regista Pupi Avati e del fratello Antonio, produttore e sceneggiatore, che interpretano se stessi. La pellicola è stata considerata dal Ministero dei Beni Culturali meritoria del riconoscimento quale opera di interesse culturale. La trama del film si snoda intorno alle vicende di Melina, ragazza di 16 anni il cui più grande sogno è quello di divenire un giorno una scrittrice di fama. La realtà provinciale ed arretrata in cui vive però risulta ostile a chi persegue obiettivi artistici e letterari. Melina però non è la sola a combattere la propria sfida di realizzazione personale. Anche suo fratello minore Giuseppe, innamorato del cinema, e Ciccio, giovane atleta che sogna la partecipazione alle Olimpiadi, vivono le loro speranze ed i loro sogni in un ambiente sociale particolarmente difficile.
Un film sicuramente che vale la pena vedere.

mercoledì 20 marzo 2013

BENVENUTO PAPA FRANCESCO



Come preannunciato dalla fumata bianca dalla “ciminiera” della Cappella Sistina, alle  19.06 di mercoledì 13 marzo è stato eletto un nuovo papa. “Habemus papam”: alle 20.12, il cardinale protodiacono Tauran ha annunciato l'elezione di Jorge Mario Bergoglio, che ha adottato il nome di Francesco.
Il 266° vescovo di Roma ha 76 anni, è di nazionalità argentina e appartiene ai chierici regolari della Compagnia di Gesù. È il primo gesuita a diventare papa, il primo proveniente dall'Argentina e, quindi, da un continente extraeuropeo, e il primo papa ad assumere il nome di Francesco, in onore di San Francesco d'Assisi. Papa Bergoglio ha detto, infatti, di volere una “Chiesa povera per i poveri” e di rivolgere la sua attenzione ai più deboli, agli ultimi. San Francesco, circa 800 anni fa, andò in soccorso della Chiesa di Roma in risposta alla chiamata avuta in sogno di riparare la Chiesa; oggi, il papa Francesco intende assumere la missione di ritorno al Vangelo “sine glossa”, cioè senza adattamenti.
Questo nuovo papa sarà un degno successore di papa Wojtyla e di papa Ratzinger? Noi pensiamo di sì, anche per i semplici gesti compiuti dal giorno della sua elezione, che lo hanno fatto entrare nel cuore dei fedeli: la scelta di indossare una croce di ferro e non d'oro; l'essersi mostrato senza stola e mozzetta; la recita di preghiere semplici; il cucinarsi da sé; lo spostarsi in bicicletta, autobus o metropolitana.
Auguri al nostro nuovo pontefice Francesco.

Giuseppe Ricciardi, V D

domenica 17 marzo 2013

19 MARZO, GIORNATA DELLA LEGALITÀ



Il 19 marzo si ricordano tutte le vittime della mafia e tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita perché ci fossero più giustizia e più libertà per gli altri.
La scelta di questa data è legata a un evento drammatico avvenuto nel 1994: la morte di don Peppe Diana, ucciso nel giorno del suo onomastico nella sua Chiesa, a Casal di Principe, mentre si apprestava a celebrare la Messa. A Natale del 1991, in tutte le chiese di Casal di Principe e dell'aversano, veniva diffusa la sua famosa lettera Per amore del mio popolo non tacerò, in cui denunciava le attività criminose della camorra e il dolore delle famiglie che vedevano i loro figli diventare vittime o mandanti di tale organizzazione.
Don Peppe Diana è un eroe dei nostri tempi, che ha lottato contro la camorra e, quindi, contro la prevaricazione e la barbarie in nome della giustizia e della solidarietà umana. Ma non è il solo; ricordiamo, tra gli altri, i giudici Falcone, Borsellino, Livatino; il giornalista Giancarlo Siani, ucciso per i suoi articoli contro i clan camorristici di Torre Annunziata, la cui storia è narrata nel film “Fortapàsc” di Marco Risi; Peppino Impastato, che denunciò le attività della mafia in Sicilia; il sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso in un attentato di sospetta matrice camorristica. Non vanno dimenticati, inoltre, tutti i morti per ritorsione, come Franco Imposimato, fratello del giudice Ferdinando Imposimato, noto per le sue inchieste su terrorismo e mafia, e Gelsomina Verde, uccisa a 22 anni perché legata affettivamente ad uno scissionista, e i morti “per errore”, che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, come Annalisa Durante, Rosa Visone e Mario Ferrillo, scambiato per un camorrista.   
Quest'anno, la giornata della legalità sarà un giorno di scuola, nel quale si ricorderà la lezione luminosa di don Peppe Diana e delle altre vittime affinché ci impegniamo quotidianamente nella realizzazione di percorsi di legalità e partecipazione civile.

Emanuele Munno, V D

IL QUOTIDIANO IN CLASSE



Grazie al progetto “Il quotidiano in classe” che, iniziato a dicembre, si concluderà a maggio, gli alunni dell'Itas possono leggere vari quotidiani: La Gazzetta dello Sport, dal martedì al sabato; Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore il giovedì. Il progetto ha lo scopo di avvicinare i giovani alla lettura dei giornali e ad “allenarli” all'esame di Stato, visto che una delle prove scritte è la stesura di un articolo.

Struttura del giornale
La testata è il titolo del giornale, spesso affiancata da manchette pubblicitarie. La prima pagina è un po' la vetrina del giornale: in essa compaiono le notizie più importanti e gli articoli relativi tendono a concludersi nella pagina stessa; ci sono anche civette, cioè titoli-annuncio seguiti da un breve commento (il resto dell'articolo segue alle pagine interne). L'articolo di fondo o editoriale si trova in alto a sinistra e tratta di politica o di importanti fatti di attualità; è scritto dal direttore o da un giornalista “autorevole”. A destra dell'articolo di apertura, si trova l'articolo di spalla; fino a qualche anno fa, era dedicato alla notizia che si riteneva di maggiore attrazione per i lettori perché gli edicolanti usavano tenere i giornali piegati sul banco e così si vedeva solo la parte di destra. Nelle pagine interne, in alto, si trova una scritta che indica la sezione del giornale che si sta leggendo: politica interna ed estera (prima e seconda pagina); cultura (terza pagina); economia e finanza; sport; spettacolo; cronaca locale.

Com'è fatto un articolo?
Il titolo svolge funzioni precise: suscitare l'interesse del lettore e presentare subito la notizia. Si compone di vari elementi:
-occhiello o soprattitolo, in caratteri meno evidenti rispetto al titolo vero e proprio, che introduce il tema generale;
-titolo, scritto in caratteri più grandi, che dà la notizia principale o il succo dell'articolo;
-sommario o sottotitolo, che aggiunge altri particolari;
-il catenaccio, che introduce e sintetizza in breve l'articolo.
Ogni giornalista deve attenersi alla regola delle 5 W affinché l'articolo sia esauriente: essa fa riferimento alle iniziali delle cinque parole inglesi che indicano il tipo di informazione che occorre dare per essere chiari:
-what: che cosa è avvenuto;
-who: chi è stato il protagonista;
-when: quando è successo;
-where: dove è successo;
-why: perché è accaduto;

I quotidiani in Italia
Il giornalismo moderno ha una duplice origine:
-economico-commerciale, perché discende dai fogli di informazione commerciale che circolavano nelle società marinare e portuali del Nord Europa e a Venezia;
-letteraria, legata alle gazzette letterarie e “alla società dei salotti”, dove si riunivano borghesi interessati alle arti e alle scienze.
In Italia, il giornalismo nasce in un ambito essenzialmente letterario per lasciare successivamente il passo ai giornali politici. Fra i più antichi quotidiani italiani, ci sono La Nazione, nata a Firenze nel 1859, il Giornale di Sicilia (1860), Il Roma di Napoli (1862), il Corriere della Sera (1876), il Messaggero (1878).
La diffusione della stampa in Italia nel XIX secolo era limitata dall'esteso analfabetismo; all'inizio del XX secolo, ci fu una crescita del numero di testate e una maggiore diffusione della stampa.
Attualmente, il numero di testate è di circa 180 ma l'Italia è fra i Paesi più arretrati in Europa per diffusione e lettura della stampa quotidiana: da noi si acquistano meno giornali rispetto al resto dell'Europa Occidentale, ma si passa più tempo davanti al televisore. Alcuni giornali di qualità, come la Repubblica, cercano di attrarre più lettori adottando un linguaggio più semplice e rendendo le notizie più spettacolari.

Ilaria Piserà e Alessandro Scheiber, III D
Roberto De Matteo, V D